TRA ITALIA E INDIA UN PONTE FAVOREVOLE PER LE TECNOLOGIE DELL’ALLUMINIO

 
TRA ITALIA E INDIA UN PONTE FAVOREVOLE PER LE TECNOLOGIE DELL’ALLUMINIO
 
La significativa presenza degli operatori indiani a Metef è stata sottolineata al forum sugli scambi culturali e commerciali tra Italia e India, che pongono i costruttori italiani di prodotti e tecnologie in prima linea nella partnership con il Paese asiatico che rappresenta il più grande produttore mondiale di alluminio primario, in forte crescita economica e sociale
 
24 giugno 2017– L’India è un grande produttore di alluminio, l’Italia un grande produttore di tecnologie per la trasformazione dell’alluminio: l’alleanza conviene a entrambi gli attori.
 
E’ il senso del meeting internazionale organizzato da Art Valley in collaborazione con AL Circle e AL, diretto da Francesca Bruni e da Alberto Cavicchiolo, presidente Shonagon, che si è tenuto ieri a Metef, la fiera per l’industria dell’alluminio e dei metalli innovativi in corso a Verona, al quale hanno partecipato istituzioni e imprenditori dei due Paesi, storicamente uniti nella conoscenza e nello scambio culturale e commerciale fin dai tempi dell’impero romano.
 
Lo ha sottolineato in apertura Gloria Gangte, delegata agli affari economici dell’ambasciata indiana in Italia, evidenziando la crescita globale della più grande democrazia al mondo, già oggi la terza economia mondiale a parità di potere d’acquisto e tra le prime tre entro il 2030 anche per il Pil. 
«L’industria manifatturiera indiana si colloca al sesto posto tra i Paesi più sviluppati con un fatturato di 559 miliardi di dollari, avendo anche raggiunto già nel 2015 l’eccedenza nella produzione elettrica. Ha la seconda rete autostradale al mondo (5,5 milioni di chilometri) e la quarta rete ferroviaria (114 milioni di chilometri), che rappresenta anche uno dei settori più promettenti per la presenza italiana in India, oggi garantita da circa 600 imprese e 350 miliardi di dollari di investimenti diretti, oltre a un interscambio commerciale pari a 7,5 miliardi di dollari nel 2016 (+2,7% sul 2015)».
 
Maurizio Sala, presidente Amafond, ha aggiunto che «proprio nel comparto dell’industria metallurgica l’India rappresenta un mercato fondamentale per i produttori italiani di macchine e prodotti», affiancato in questa osservazione da Piero Starita di Laviosa Group, protagonista di una joint venture italo-indiana che ha portato a produrre in loco gli additivi per il ciclo fusorio che oggi sono esportati sia in Europa sia in tutto il sud est asiatico e in Australia.
 
Anche Franco Zanardi, vicepresidente Assofond, ha rimarcato le grandi prospettive del rapporto Italia-India: «dopo il recente Global Summit ho visitato 14 fonderie indiane, rimanendo impressionato dal livello di preparazione metallurgica. Con la rete veneta Sinfonet svilupperemo ricerca applicativa per la fonderia, puntando soprattutto all’alluminio e alle leghe leggere di acciaio, per fornire agli industriali indiani macchinari e competenze tecnologiche».
 
Un comparto di grande prospettiva è quello ferroviario, come ha detto Claudio Maffioletti della Camera di commercio italiana in India, avendo fornito supporto al Consorzio Ditecfer, partecipato dal Gruppo FS per sviluppare progetti di partnership con il ministero delle ferrovie indiane. 
 
Veronica Bocci, coordinatrice di Ditecfer, ha spiegato che all’Italia interessa il “make with India”, quindi costruire con gli indiani soluzioni “bottom-up” finalizzate al miglioramento globale della rete, dei treni e della sicurezza ferroviaria: «abbiamo concordato interventi di retrofitment per riqualificare 40.000 carrozze e interventi sul fronte della protezione dei treni e degli standard di sicurezza per 11mila miglia di rete».
 
Lo ha confermato Carmine Zappacosta, ceo di Italcertifer (Gruppo FS), che raggruppa quattro università e accompagna Italfer nello sviluppo dei progetti ferroviari: «Vogliamo essere fornitori di tecnologia ma anche gestori del servizio di trasporto viaggiatori e merci, perché a differenza degli enti di certificazione generici noi siamo i primi ambasciatori nel mondo della cultura e dello standard della sicurezza ferroviaria».
 
Il dibattito ha coinvolto anche alcuni protagonisti dell’imprenditoria indiana, a cominciare da Harssha Shetty, rappresentante di Vedanta, il più grande produttore mondiale di alluminio con 2,7 milioni di tonnellate all’anno, per la prima volta presente a Metef: «Abbiamo bisogno di competenze di base in ricerca e tecnica e pensiamo che l’Italia sia un Paese che può darci molto, perché ha anche bisogno di molto: nel vostro Paese il consumo di alluminio è aumentato di dodici volte negli ultimi vent’anni e alla prossima generazione serviranno 18 milioni di tonnellate di alluminio, di cui solo la metà proveniente da riciclo. Per questo dovete operare  a livello politico, anche in Europa, per far abbassare i dazi sull’importazione di questa materia prima ecosostenibile, che rappresenterà il materiale del futuro».
 
METEF                                                                                                           
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