DAZIO SULL'ALLUMINIO

UN ANNO IMPORTANTE

Per i costruttori e consumatori di semilavorati in alluminio nell’Unione Europea, il 2016 è un anno importante per il futuro approvvigionamento di alluminio primario, le posizioni sono in preparazione all'interno dei rappresentanti dell'industria e fra i 27 rappresentanti di Governo per i negoziati con la Commissione per regolare le tariffe di importazione su alcuni prodotti di alluminio primario o sospendere completamente la tariffa su tutti i prodotti primari, a far data dal 1° gennaio 2018 o prima.
Il dazio fornisce un vantaggio economico ingiustificato e artificiale ad alcuni dei produttori di alluminio primario di tutto il mondo che beneficiano dalla loro presenza in EFTA e nei paesi in via di sviluppo, e godono di un accesso duty-free al mercato dell'UE, ma, come dimostrano i risultati di un recente studio dell’Università LUISS, penalizza gravemente la competitività del settore con un costo aggiuntivo che per il periodo 2000-2013 ha raggiunto i 15,5 miliardi di euro.
Il settore della laminazione dell'alluminio è il maggior trasformatore di alluminio nell’UE con circa 5 milioni di tonnellate; la materia prima consiste in placche per laminazione, pani da rifusione di metallo legato e non legato.
Di fronte alla crescente concorrenza di nuovi laminatoi a basso costo, ma al di fuori dell'UE nel 2018/2023, sicuramente il settore della laminazione dovrebbe richiede un dazio pari allo 0% sull’importazione di alluminio non lavorato in lega e non in lega.
Gli estrusori producono circa 2,8 milioni tonnellate di alluminio semis in Europa, la loro materia prima sono le billette, ottenute da primari smelter della UE e non, centri di riciclo e in certi casi gli scarti di produzione, ma questo succede soprattutto con estrusori grandi e integrati e con quelli derivanti da scissioni di aziende multinazionali.
Poiché tutte le billette prezzate all’interno della UE si basano sulla tariffa dopo l’applicazione del dazio, le diverse fonti di produzione creano un campo di gioco non uniforme che porta i migliori vantaggi alle aziende grandi e integrate, mentre le PMI hanno i maggiori svantaggi.
Gli estrusori indipendenti e le PMI combatterono invano per la piena sospensione del dazio doganale sulle importazioni di alluminio primario non lavorato in lega e non in lega nel 2006 e nel 2011. Fondamentale per loro è che nel 2016 ci sia un dazio pari a 0% sull’importazione di alluminio non lavorato in lega e non in lega.
Il settore della fonderia getti ha il maggior numero di PMI; è il maggior settore di impiego e il suo mercato principale è l’industria automobilistica. Produce circa 2,8 milioni di tonnellate di getti.  Questo settore subirà probabilmente fortissime minacce competitive durante il periodo 2018-2023 e ha bisogno di un dazio allo 0% sulle importazioni di pani primari e secondari non lavorati in lega e non in lega.
In conclusione, se chi opera nel settore non si unisce alla negoziazione e non pretende la sospensione dei dazi sull’importazione dell’alluminio grezzo, c’è il rischio che a partire
dal gennaio 2018 il downstream del metallo leggero e sue leghe dovrà affrontare altri 5 anni di non competitività.

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