ALLUMINIO GREEN

La risorsa sostenibile e amica dell’ambiente da valorizzare

L’alluminio, metallo sostenibile, riciclabile e amico dell’ambiente, è il materiale più utilizzato al mondo dopo l’acciaio, e viene impiegato per infiniti utilizzi, dai contenitori per bevande fino ai telai delle automobili. Queste sono le cifre essenziali che definiscono il comparto a livello globale: nel 2019 la produzione mondiale di alluminio primario ha toccato i 64milioni di tonnellate. Su questo totale la Cina è in posizione leader con oltre 36 milioni, i paesi EU sono poco oltre i 2 milioni, l’Europa esclusa l’UE è a circa 6, i Paesi del Golfo sono poco oltre i 5 milioni, Nord America a quasi 4, come il resto dell’Asia e nell’ordine seguono sotto i 2 milioni Sud America, Oceania ed Africa. Guardando alle compagnie maggiori produttrici, si conferma il primato della Cina: China Hongqiao Group ha una capacità di 7,8 milioni di tonnellate, seguito dalla russa UC Rusal con 4,4 milioni e dal gruppo ancora cinese Shandong Xinfa Group con quasi 4 milioni. Considerate nel suo insieme, le compagnie cinesi rappresentano il 63% della capacità produttiva di primario. Parlando ai paesi dell’ Unione Europea, i primi 5 produttori di alluminio primario sono Germania con circa 600 mila tonnellate, Francia, Spagna, Romania e Grecia con circa 180 mila tonnellate.

Le prospettive future per il metallo leggero sono tutte rivolte ad un grande percorso di crescita, ma l’invasione di semilavorati sottocosto provenienti dalla Cina minaccia seriamente la filiera produttiva in Europa e ne mette a rischio la competitività.

Mario Conserva, presidente di Metef e Segretario Generale di FACE - la Federazione che raggruppa le aziende che trasformano l’alluminio in Europa - spiega: “Come FACE denunciamo da anni i rischi che la Cina crea al comparto dell’alluminio. Oggi ci complimentiamo con la scelta della Commissione EU che ha annunciato l’apertura di un’indagine sull’import di profilati estrusi dalla Cina, un paese che ha portato avanti per anni una politica industriale volutamente orientata a realizzare sovracapacità produttive, con lo scopo di demolire il sistema manifatturiero europeo e sostituirsi ad esso con produzioni cinesi. Teniamo poi conto in aggiunta che l’alluminio primario cinese non è particolarmente amico l’ambiente perché viene prodotto con energia ad alta impronta di carbonio”.

In effetti, non tutto l’alluminio primario è uguale, per questo FACE sostiene da tempo le proposte per un controllo da parte del London Metal Exchange in modo da certificare il livello di impronta di carbonio del metallo primario messo in commercio, con l’obiettivo di premiare i produttori virtuosi come Rusal, che con il brand ALLOW produce metallo pulito, e lo stesso per la norvegese Hydro Aluminium con il proprio brand REDUXA. Sempre FACE ha inoltre lanciato il progetto Green Aluminium, un’opportunità per offrire agli utilizzatori di metallo leggero la possibilità di selezionare prodotti e manufatti con un basso contenuto di carbonio certificato ed adeguato agli standard ambientali dell’intera catena di applicazione.

L’alluminio è il materiale del futuro che crescerà di importanza in modo straordinario nel manifatturiero perché occupa un posto privilegiato nella gerarchia dei valori ambientali: è sostenibile, è completamente riciclabile, non grava sull’ambiente e contribuisce con le sue caratteristiche all’alleggerimento delle automobili e dei mezzi di trasporto, a risolvere il problema della protezione dei cibi, a trasmettere energia, a dare efficienza energetica agli edifici.

METEF 2021- ALLUMINIO PER IL NUOVO MANIFATTURIERO

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