Covid-19: un approfondimento con il Prof. Cesare Pozzi

Necessario che l'Eurogruppo trovi una risposta uniforme e solidale

Covid-19: un approfondimento con il Professor Cesare Pozzi, dal 1997 coordinatore del GRIF (Gruppo di Ricerche Industriali e Finanziarie) "Fabio Gobbo” dell’Università Luiss di Roma.

Dopo quasi 5 anni di lavoro sul settore dell’alluminio condotti dal GRIF Fabio Gobbo dell’Università LUISS di Roma, da cui sono scaturiti due rapporti completi dedicati in particolare alla competitività delle aziende del downstream europeo del settore ed alle problematiche dell’accesso alle materie prime, seguo con grande interesse quanto sta avvenendo in questo importante segmento industriale a seguito del problema Covid-19, e mi auguro che l’Eurogruppo riesca a trovare una risposta uniforme e solidale ad una crisi economica senza precedenti, che sta mettendo a dura prova molte industrie europee.

L’assenza di strumenti di intervento condivisi a livello comunitario e la necessità di alcuni dei Paesi dell’Unione maggiormente colpiti dall’emergenza Covid-19 di adottare un blocco totale della produzione, sta portando ad una competizione asimmetrica in particolare a tutto svantaggio delle molte piccole e medie imprese ferme temporaneamente nel segmento delle trasformazioni e lavorazioni a valle - che rappresentano la parte principale della filiera industriale dell’alluminio, contando oltre il 90% in termini di occupazione complessiva.

Nelle more di una trattativa intorno alla quale si gioca il futuro dell’Unione, credo che le Istituzioni UE siano chiamate a dare un segnale di presenza e vicinanza, sostenendo le piccole e medie imprese del settore dell’alluminio, un comparto essenziale per molte industrie europee e per gli obiettivi di sostenibilità ambientale dell’UE. Sulla base dei nostri recenti studi, ritengo che un intervento fondamentale in tale direzione può essere adottato immediatamente senza la necessità di stanziare risorse addizionali, ed è la sospensione del dazio sull’alluminio grezzo per i successivi stadi di trasformazione e di manifattura. In tal modo verrebbero ridotti i costi di produzione delle imprese del downstream, limitando chiusure di impianti e/o corse al ribasso a danno dei lavoratori, aiutando così la competitività sui mercati interni e su quelli esteri.

Tale misura andrebbe affiancata con specifici strumenti a supporto dei produttori di alluminio secondario da riciclo, aiutando queste imprese virtuose in tutti i progetti e le attività che puntino all’ottimizzazione del processo del recupero e del riciclo sotto gli aspetti metallurgici, tecnologici e logistico-organizzativi. L’insieme di queste misure, che assumono in questo momento particolare rilevanza nel contesto dell’emergenza Coronavirus, possono trovare interessante riscontro nella scelta di campo che ha fatto la Commissione Europea impostando il Green Deal per una governance innovativa della globalizzazione e della lotta al degrado ambientale e climatico, un percorso che, da come si legge nel documento programmatico, sarà imperniato fortemente sullo sviluppo delle piccole e medie imprese.

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