Effetti Covid-19 sul prezzo dei metalli non ferrosi

Il commento di Massimo Grifone: direttore di Cauvin Metals Srl di Genova

Gli effetti del Covid-19 sull’andamento dei prezzi dei metalli non ferrosi: ne parla Massimo Grifone, direttore di Cauvin Metals Srl di Genova.

 

"A partire dalla seconda settimana di Marzo, a causa dell’espansione del corona virus in gran parte del mondo, i prezzi dei metalli non ferrosi sono collassati. Più di recente, sembrano avere trovato un supporto grazie alle notizie di interruzioni sul versante dell'offerta e agli stimoli monetari e fiscali da parte dei governi di tutto il mondo.

Va però segnalato che il prezzo dell’allumino, rispetto a quelli degli altri metalli non ferrosi, ha dato i maggiori segnali di debolezza. I motivi vanno ricercati nella fragilità dei fondamentali e nella costante crescita degli stock nei magazzini LME durante questo periodo di emergenza COVID-19. Da metà marzo le scorte di warrant sono aumentate da circa 800.000 a più di 1.100.000 mt. I cambiamenti strutturali nel settore automobilistico, uniti all'enorme capacità di produzione in Cina, hanno reso l’alluminio il metallo più esposto a vendite sulla borsa. Ultimo, ma non meno importante, la produzione di alluminio ha visto meno interruzioni dovute all’emergenza COVID-19 rispetto a qualsiasi altro metallo non ferroso. Anche nei Paesi che sono attualmente in pieno blocco, per esempio in India o in Sudafrica, sono state concesse esenzioni dal blocco produttivo.

Non pochi analisti ritengono che, nonostante gli sforzi da parte dei governi e delle banche centrali, lo shock alla domanda di metalli di base potrà essere maggiore rispetto al 2009. Sostengono inoltre che le recenti interruzioni dell'offerta non siano sufficienti per compensare il crollo della domanda, in particolare per alluminio, e che dunque saranno necessari tagli permanenti all'offerta. Di recente il WTO ha previsto che il commercio mondiale diminuirà di più quest'anno che durante la crisi finanziaria globale del 2008-09. Goldman Sachs ha di recente aggiornato la sua previsione per il prezzo LME per 3/6/12 mesi da $ 1575/1600/1700/t a $ 1400/1500/1700 per tonnellata, ma non mancano voci che prevedono prezzi ancora più bassi.

Sul versante dei premi, il premio a Rotterdam dazio pagato è diminuito di oltre il 30% da $ 135-145 per tonnellata all'inizio di quest'anno. Già alla fine del 2019 la scarsa domanda di alluminio aveva messo sotto pressione i premi, ma nel momento in cui l'epidemia di Covid-19 ha costretto un numero significativo di utenti finali, in primis i produttori di automobili e la relativa filiera, a chiudere gli impianti, questi sono crollati.

La scarsa domanda, premi e, soprattutto, prezzi bassi dell'alluminio primario, rendono la vita molto difficile ai produttori, i quali stanno ora convertendo la produzione di prodotti a valore aggiunto in P1020A, una commodity certamente più liquida. La conseguenza è un aumento dell’eccesso di offerta proprio mentre molti consumatori non vogliono o non possono acquistare alluminio primario e negoziano con i fornitori il posticipo delle consegne per i mesi vicini. Allo stato attuale non si intravedono né motivi per un miglioramento della domanda né per un recupero dei premi.

Da notare, infine, la migliore tenuta dei premi dazio non pagato rispetto ai premi dazio pagato. Come noto, i premi dazio non pagato, beneficiano in maniera più forte del contango che permette agli operatori di coprire i costi derivanti dal tenere il materiale in magazzino, o addirittura di avere un utile. I premi dazio pagato, invece, rispecchiano soprattutto il rapporto tra domanda e offerta.

Attualmente il contango (il prezzo per consegna vicina è più basso che per consegna lontana) è particolarmente alto a causa all’aumento degli stock. Questa situazione ha portato ad una differenza tra premi dazio pagato e dazio non pagato estremamente bassa: circa 15 usd rispetto all’attuale valore del dazio del 3% (oggi circa 45 usd/mt). Una notevole anomalia che certamente non aiuta un mercato già estremamente vulnerabile e complicato.

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