Digital Debate: La risposta europea al COVID19

Ruolo dell'UE e strumenti per far fronte alla crisi economica e sociale.

Mario Conserva, presidente Metef e Segretario Generale di FACE  ha partecipato al Digital Debate "La risposta europea al #COVID19" organizzato dal GruppoHDRA in collaborazione con PEItalia. Rappresentanti dei diversi gruppi parlamentari e vertici del mondo aziendale e associativo si sono confrontati sul ruolo dell'Ue e sugli strumenti per far fronte a crisi economica e sociale. Sono intervenuti Fabio Massimo Castaldo, Vice Presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, Presidente della Commissione AFCO e Presidente della Conferenza dei presidenti di commissione, Andrea Caroppo membro della Commissione ITRE, Andrea Cozzolino membro della Commissione REGI, Carlo Fidanza membro della Commissione IMCO, Carlo Corazza, Responsabile del Parlamento europeo in Italia, e Lorenzo Salvia, Caposervizio della Redazione Economia del Corriere della Sera.

Sospendere i dazi sull'import di alluminio grezzo e favorire le aziende che producono nel pieno rispetto degli obiettivi climatici dell'Ue e del Green Deal. E' l'appello lanciato dalla Federazione dei consumatori di Alluminio in Europa (Face) durante il digital debate 'La risposta europea al Covid-19' organizzato dal Gruppo Hdrà insieme all'ufficio del Parlamento Ue in Italia.

Davanti alla crisi "è necessario intervenire con azioni immediate e straordinarie di supporto alle aziende del settore, eliminando tutti gli ostacoli esistenti che danneggiano la competitività sui mercati, in primo luogo sospendendo i dazi alle importazioni di alluminio grezzo", ha detto il segretario generale della Face Mario Conserva, sottolineando che tali dazi - che variano dal 3% al 6% - sono irragionevoli perché in Europa c'è grande carenza di metallo primario e dannosi perché hanno un costo enorme, stimato dall'università Luiss in 1 miliardo all'anno per le imprese".

Secondo le stime della Face, il consumo totale di alluminio in Italia nel 2020 dovrebbe attestarsi su 1,5 milioni di tonnellate, rispetto ai 2 milioni di tonnellate consumate nel 2019, riportando il settore indietro di dieci anni.

 

 

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