Polo bresciano alluminio

Determinazione a resistere con spirito costruttivo

Un territorio produttivo come quello bresciano è difficile da fermare, da parte degli imprenditori c’è grande determinazione a resistere, nello spirito costruttivo di tenere viva l’attività di settore ma la situazione è difficile. Per un approfondimento sul clima che si percepisce nelle industrie e tra gli operatori del comparto delle trasformazioni di alluminio abbiamo incontrato innanzitutto Mauro Cibaldi, presidente dell’Associazione Italiana dell’Alluminio Centroal. Qual è la situazione nel polo bresciano della filiera alluminio?

“E’ chiaro che l’impatto del Coronavirus in qualsiasi settore è molto forte. Non possiamo quindi pensare che le nostre realtà, operanti nella produzione e trasformazione di alluminio in Italia, come laminazione, estrusione e fonderia getti, con a monte tutti i produttori di relativa materia prima, non siano fortemente coinvolte in tale situazione.

Fino all’ultima settimana di febbraio l’attività produttiva è stata più o meno regolare, poi già da inizio marzo diverse aziende hanno dovuto registrare un crescente calo di lavoro. Oggi possiamo fare un consuntivo stimato sulla base dell’intero mese di marzo, le estrusioni hanno evidenziato una flessione tra 30 e 40% mentre per le laminazioni siamo tra 10 e 20% di calo.

A seguito del DPCM del 22 marzo, che ha escluso tutta la metallurgia dall’elenco delle attività essenziali, salvo deroghe per chi dimostrerà di operare in produzioni indispensabili - ad esempio alla funzionalità del sistema sanitario - c’è da aspettarsi un calo di produzioni di semilavorati molto consistente e certamente superiore ai numeri già stimati. Auspico comunque che non solo in Italia ma in tutta la comunità Europea, si prenda atto dell’importanza della filiera alluminio per molte at-tività chiave del sistema".

Molto propositivo, ma anche realistico, lo spirito del presidente di Amafond Maurizio Sala riguardo al comparto della fonderia in alluminio: “Nonostante le misure concrete di grande buon senso adottate dalle aziende, come il potenziamento del lavoro da casa, la protezione sanitaria in fabbrica, una grande flessibilità e la diversa strutturazione del lavoro, si prospetta ad oggi un calo di attività nel comparto sino al 50%. Servono scelte politiche chiare, per garantire la continuità produttiva e per assicurare la competitività internazionale di un comparto essenziale come quella della fonderia getti che è punto di riferimento del nostro settore manifatturiero”.

Sullo stesso tono i commenti di Giampaolo Barbarossa segretario generale dell’ Associazione Ita-liana Trattamenti superficiali Alluminio: “Già dagli inizi marzo le nostre aziende lamentavano un forte calo di lavoro e circa la metà avevano deciso di sospendere autonomamente in via temporanea l’attività. Purtroppo siamo in un’emergenza che oggi ha delle priorità vitali e non solo di interesse strategico, con scelte difficili e conflittuali mai affrontate in prima, speriamo di uscirne presto ”.

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